Il Progetto governativo di recupero e valorizzazione nasce dal valore simbolico dell'ex carcere

La storia dolorosa del carcere borbonico, edificato a partire dal 1795 e rimasto in funzione fino al 1965, ha motivato la scelta del Governo italiano che, dopo un lungo periodo di abbandono seguito alla chiusura nel 1965 in cui il carcere fu oggetto di furti saccheggi e esposto al degrado, nel 2016 avviò il  "Progetto di recupero e valorizzazione dell’ex Carcere Borbonico dell'isola di Santo Stefano/Ventotene".

Nel 2017 è stato sottoscritto tra le amministrazioni pubbliche responsabili del Bene  il “Contratto Istituzionale di Sviluppo” (CIS Ventotene) che prevede il “riutilizzo dell’intero Complesso per finalità prevalentemente culturali e di alta formazione” con uno stanziamento di 70 milioni di euro, successivamente integrato nel 2025 per ulteriori 10 milioni.

Le amministrazioni che hanno sottoscritto il Contratto Istituzionale di Sviluppo sono la Presidenza del Consiglio, il Ministero della Cultura, il Ministero della Sicurezza energetica, la Regione Lazio, il Comune di Ventotene, l'Area Marina Protetta e Riserva Naturale Statale e l'Agenzia del Demanio, insieme a Invitalia in qualità di soggetto attuatore dell'intervento.

Dal 2020 il Governo italiano ha inteso imprimere un'accelerazione designando alla guida del CIS Ventotene un Commissario straordinario; in questo ruolo negli anni si sono succeduti la dott.ssa Silvia Costa, il dott. Giovani Maria Macioce e il dott. Giuseppe Marinello, attualmente in carica.

Il Progetto di recupero e valorizzazione che prevede la trasformazione dell'ex carcere, una volta completato il restauro, per finalità culturale è proceduralizzato nel Piano di fattibilità sviluppato da Invitalia nel 2021 con il contributo di un team di esperti della Cultura.

Storia del carcere borbonico di Santo Stefano

L'isola di Santo Stefano dista da Ventotene poco più di un miglio marino, entrambe sono parte dell’arcipelago Pontino. Qui, alla fine del '700, il re Ferdinando IV di Borbone decise di costruire un carcere affidandone la realizzazione all'ingegnere del genio civile Francesco Carpi. Per oltre 170 anni, a partire dalla sua prima apertura nel 1795, è rimasto in funzione come ergastolo, ospitando detenuti comuni ma anche personalità politiche, tra cui l'intellettuale Luigi Settembrini e in tempi più recenti, il Presidente della Repubblica italiana Sandro Pertini.

Timeline del Recupero

Giugno 2026: Presentazione del recupero degli Archivi di Santo Stefano insieme alla DG Archivi MiC Maggio 2026: Conclusione lavori Messa in sicurezza e parziale restauro del Panopticon  Aprile 2026: Riunione del Comitato di Attuazione e Sviluppo Marzo 2026: Il Commissario Giuseppe Marinello assume anche il ruolo di RUC, a seguito della riforma dei CIS  Dicembre 2025: Nomina del Commissario Giuseppe Francesco Maria Marinello

La nuova vita del Panopticon

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