Il 9 giugno al MIC la presentazione degli Archivi del carcere di Santo Stefano
L'iniziativa promossa dal Commissario Straordinario di Governo Giuseppe Marinello e dal Direttore Generale degli Archivi Leo Tarasco. La ricognizione abbraccia oltre 200 anni di storia del carcere, dal periodo precedente alla sua edificazione, avvenuta sotto Ferdinando IV di Borbone alla fine del '700, alla chiusura nel 1965.Gli archivi dell’ex carcere borbonico di Santo Stefano diventano parte integrante del progetto di recupero e valorizzazione del complesso monumentale. È questo l’obiettivo dell’accordo di collaborazione sottoscritto tra il Commissario straordinario del Governo per il recupero e la valorizzazione dell’ex carcere di Santo Stefano-Ventotene, Giuseppe Francesco Maria Marinello, e il Direttore generale Archivi del Ministero della Cultura, Antonio Tarasco, presentato al Collegio Romano nel corso dell’iniziativa dedicata agli esiti della ricognizione del patrimonio documentario dell’ex penitenziario. L’intesa punta a costruire una collaborazione stabile tra la struttura commissariale e la Direzione generale Archivi per la ricerca, la tutela, la valorizzazione e la divulgazione del patrimonio archivistico legato alla storia del carcere borbonico, considerato un elemento strategico sia per la ricostruzione storica dell’istituto sia per la progettazione del futuro museo e dei percorsi espositivi previsti nell’ambito del programma di recupero della cittadella carceraria.

Luigi La Rocca Capo del DIT/MiC

Firma dell'accordo di partenariato
Al centro dell’accordo vi sono in particolare i fondi documentari conservati presso l’Archivio di Stato di Latina e l’Archivio di Stato di Napoli, individuati come archivi fondamentali per raccontare oltre due secoli di storia del penitenziario, dalla sua fondazione fino alla chiusura avvenuta nel 1965. Le parti riconoscono la centralità del patrimonio archivistico come componente integrante del futuro percorso museale e come risorsa essenziale per attività di studio, ricerca e divulgazione. L’intesa prevede forme di collaborazione permanenti, anche con il coinvolgimento di soggetti terzi, per sviluppare iniziative comuni di ricerca, formazione, educazione al patrimonio e progettazione scientifica.
Particolare attenzione sarà dedicata all’innovazione digitale, anche attraverso il coinvolgimento dell’Istituto Centrale per gli Archivi (ICAR), con l’obiettivo di ampliare l’accessibilità delle fonti e favorire nuove modalità di consultazione e partecipazione. La Direzione generale Archivi metterà a disposizione competenze tecnico-scientifiche per le attività di ricerca e collaborerà alla realizzazione di mostre, pubblicazioni, convegni e iniziative divulgative dedicate alla storia del carcere. È inoltre prevista la possibilità di utilizzare le riproduzioni dei documenti conservati negli Archivi di Stato di Latina e Napoli per il futuro allestimento museale.
L’accordo si inserisce nel quadro del più ampio progetto di recupero dell’ex carcere di Santo Stefano, sostenuto attraverso il Contratto istituzionale di sviluppo e da finanziamenti pubblici destinati alla riqualificazione del complesso monumentale. Nel corso dell’incontro il capo Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale del Ministero della Cultura, Luigi La Rocca, ha ricordato che il progetto coinvolge una pluralità di amministrazioni e competenze. Tra gli interventi previsti figurano il consolidamento delle falesie, la realizzazione dell’approdo, il restauro del Panopticon e degli edifici annessi, la creazione del percorso museale e la sistemazione ambientale dell’intero complesso. “La formalizzazione di questo lavoro si inserisce pienamente nell’ambito del più ampio progetto di recupero dell’ex carcere di Santo Stefano-Ventotene”, ha spiegato La Rocca, sottolineando il valore storico e simbolico di un luogo riconosciuto come bene di eccezionale interesse culturale e successivamente dichiarato monumento nazionale.
Durante l'incontro, introdotto e moderato da Riccardo Gandolfi, Direttore dell'Archivio di Stato di Roma e Soprintendente della Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio, sono intervenuti Ferdinando Salemme, Direttore dell'Archivio di Stato di Napoli | Marilena Giovannelli e Libera Marta Pennacchi già Direttrici dell'Archivio di Stato di Latina e Chiara Veninata, Direttrice Istituto Centrale per gli Archivi - ICAR