Domeniche di Carta 2026: il 4 ottobre all'Archivio di Stato di Latina esposta parte della documentazione dell'ex carcere di Santo Stefano

Il 4 ottobre all'Archivio di Stato di Latina in mostra alcune tra le più interessanti 'carte' emerse dalla ricognizione degli Archivi dell'ex carcere borbonico di Santo Stefano

Il 4 ottobre all'Archivio di Stato di Latina sarà possibile visionare approfonditamente alcune tra le più interessanti testimonianze cartacee emerse dalla ricognizione degli Archivi dell'ex carcere borbonico di Santo Stefano, molte delle quali ancora non note.

L'iniziativa si inserisce nella più ampia cornice dell'Accordo di partenariato sottoscritto lo scorso 9 giugno dal Commissario straordinario del governo Giuseppe Marinello e il Direttore Generale degli Archivi del MIC Antonio Tarasco, che prevede tra l'altro, una sezione dedicata agli archivi nelle aree già messe in sicurezza dell'ex carcere di Santo Stefano, andando a costituire una ulteriore sezione della mostra permanente "Le sfide di santo Stefano".

Il percorso espositivo delle Domeniche di Carta è stato curato dal personale dell'Archivio che, in questi ultimi sette anni, ha avuto un ruolo fondamentale nella sistematizzazione e nella catalogazione della documentazione, operando costantemente per poter restituire alla collettività uno dei più importanti bagagli di conoscenza, vero e proprio pilastro di memoria condivisa di una realtà poco conosciuta.

Era il 2019 quando l'operazione prese il via. Il corpus dell'Archivio dell'ex carcere di Santo Stefano versava infatti in pessime condizioni quando l'allora direttrice del AdS di Latina Marilena Giovannelli si battè per poterlo trasferire dal carcere di Cassino a Latina e finalmente custodire in opportune condizioni ambientali che ne preservassero l'integrità.

Va sottolineato che solo dopo diversi anni dalla chiusura del carcere, avvenuta nel 1965, i documenti furono trasferiti alla casa circondariale di Cassino, dove arrivarono quindi già danneggiati dal vandalismo e dal degrado che colpì l'ex carcere.

Il trasferimento alla sede dell'Archivio di Latina avvenne al limite del tempo e fu fondamentale per poter adeguatamente organizzare, salvaguardare e rendere disponibile l'archivio per gli studiosi e per tutte le associazioni, organizzazioni, istituti culturali e persone interessate, grazie anche alla digitalizzazione avviata dal MIC già dal 2020.

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